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Questo non si significa che si vieta esplicitamente di circolare, magari anche solo temporaneamente, con gomme di marche differenti tra un lato e l’altro. Il motivo è molto semplice, non c’è in realtà un articolo del Codice della Strada che vieti questo comportamento e non c’è nemmeno nessuna indicazione in questo senso sulla carta di circolazione. Questo significa quindi che non esiste alcuna sanzione per chi non ottemperi a questa supposta imposizione.

Ovviamente non può essere una legge se non prevede alcuna multa, nessun agente saprebbe infatti a quale articolo fare riferimento per “punire” questo comportamento, che in realtà non è esplicitamente vietato da nessuna parte. Vediamo anche un altro punto fondamentale sempre sugli pneumatici, che a volte non è molto chiaro, che riguarda lo spessore.

Michelin ha mostrato con misurazioni e prove che uno pneumatico di qualità ovviamente elevata, anche quando raggiunge il limite minimo offre ancora una tenuta ottima su fondi bagnati ed è in grado di garantire addirittura spazi di frenata inferiori invece sull’asfalto asciutto. È importante che tutti gli automobilisti ne siano a conoscenza per salvaguardare il proprio portafoglio e conoscere quale sia la verità, diffidando di chi offre consigli interessati.

Tornando al discorso del divieto di utilizzare pneumatici di marche differenti sulla stessa auto, ricordiamo quindi che non c’è nessun limite imposto dalla legge su questo comportamento e quindi nemmeno alcuna sanzione collegata. Non possiamo assolutamente dire con certezza che gomme dello stesso brand allontanino il rischio di aquaplaning, come nemmeno l’opposto, cioè che pneumatici di marche differenti lo avvicinino.

Questo rischio infatti, molto pericoloso comunque, dipende solo dal disegno della gomma e dalla profondità del battistrada, la marca non c’entra, quindi ci teniamo a sottolineare che il discorso dei brand è fuorviante da questo punto di vista. Cerchiamo quindi di chiarire in modo più sicuro e trasparente possibile qual è la verità, senza dare interpretazioni sbagliate a norme che nemmeno esistono e senza aumentare quindi le preoccupazioni degli automobilisti italiani, tenendo anche a salvaguardare le loro tasche, senza spendere denaro inutile per ‘mettersi in regola’ quando non ce n’è realmente bisogno.

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