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Gli Pneumatici Fuori Uso (comunemente abbreviato in PFU) sono quei rifiuti generati quando gli pneumatici montati su auto, moto o mezzi pesanti giungono a fine vita e non possono essere più riutilizzati sui mezzi o rigenerati, ricoprendone il battistrada.

Se raccolti e gestiti correttamente li PFU possono però diventare una risorsa perché al loro interno contengono gomma, acciaio e fibre tessili che attraverso un processo di riciclo possono generare materie prime seconde. In alternativa gli PFU possono essere avviati al recupero energetico per alimentare termovalorizzatori o cementifici.

La normativa italiana distingue gli PFU provenienti dal mercato del ricambio, ossia quelli generati dalla sostituzione degli pneumatici presso i gommisti da quelli che provengono dalla demolizione dei veicoli ossia smontati presso gli sfasciacarrozze. EcoTyre opera in entrambi i settori ma mentre nel caso degli PFU da ricambio è un soggetto autonomo, nel caso degli PFU da demolizione svolge le attività di raccolta per conto del Comitato PFU costituito presso ACI.

Il sistema di gestione degli PFU adottato in Italia con il D.M.82/2011 prevede la responsabilità estesa dei produttori e importatori di pneumatici a cui spetta il compito di organizzare il ritiro degli PFU presso i gommisti e le officine meccaniche e di avviarli al corretto recupero. Per questo motivo i produttori si sono organizzati in consorzi come EcoTyre a cui hanno demandato il compito della gestione degli PFU.

EcoTyre svolge quotidianamente ritiri di PFU presso gli oltre 10.000 punti di raccolta accreditati attraverso una rete logistica che comprende decine di operatori su tutto il territorio nazionale. Grazie alle sue attività il Consorzio garantisce che ogni anno venga raccolto un quantitativo di PFU pari a quello di pneumatici nuovi immessi sul mercato dai propri soci.

Questo significa che per ogni pneumatico che viene venduto ne viene ritirato uno giunto a fine vita evitando così la dispersione di pneumatici nell’ambiente. Inoltre EcoTyre svolge una serie di raccolte straordinarie per eliminare eventuali depositi di PFU abbandonati che possono essersi creati prima delle entrata in vigore della Legge (i cosiddetti stock storici, ormai sempre più rari) oppure micro-discariche generate da attività illecite o comunque al di fuori del corretto sistema previsto dalla normativa.

Tutti gli pneumatici raccolti da EcoTyre sono avviati a recupero che può essere di due tipi: il recupero di materia, se gli pneumatici sono riciclati oppure il recupero di energia, quando gli PFU vengono usati come combustibile in cementifici, termovalorizzatori o altri impianti simili.

Dagli PFU è possibile, attraverso il riciclo recuperare gomma, pari circa al 70% del peso, acciaio (20%) e fibre tessili (10%). Per ottenere questi materiali gli PFU vengono trattati in impianti specializzati che inizialmente estraggono l’anima in acciaio presente all’interno della gomma e poi iniziano diverse fasi di triturazioni che riducono in pezzi sempre più piccoli la gomma. Speciali macchine riescono a separare le fibre tessili e la gomma viene ulteriormente spezzettata fino ad ottenere granulato o polverino di gomma.

Entrambi questi prodotti possono essere utilizzati per una molteplicità di scopi tra cui:

  • Asfalti modificati
  • Pavimentazioni e manufatti
  • Superfici sportive
  • Materiale per l'isolamento
  • Arredo urbano
  • Opere di ingegneria civile
  • Materiale per pacciamatura
  • Riutilizzo in mescola

EcoTyre privilegia il recupero di materia a cui è destina circa il 53% degli pneumatici raccolti. In questo modo si generano quelle materie prime seconde che assieme a un'industria del riciclo innovativa e a un mercato dei prodotti riciclati determinano la diffusione ed il successo dell'economia circolare.

Il principale riferimento normativo che regola la gestione degli PFU in Italia è il Decreto Ministeriale n. 82 dell’11 aprile 2011 che, ispirandosi alle Direttive Europee in materia, introduce nel nostro settore il principio della “Extended Producer Responsibility”.

In base a questo principio ricade sui produttori la responsabilità di organizzare la gestione del fine vita dei prodotti, in questo caso gli pneumatici. Al fine di garantire l’avvio al corretto recupero in un regime di tutela della concorrenza il D.M. 82/2011 attribuisce ai produttori specifici obblighi, quali:

  • Raccogliere e gestire annualmente quantità di PFU (di ogni marca) almeno equivalenti alle quantità degli pneumatici che hanno immesso sul mercato nazionale del ricambio nell’anno solare precedente;
  • Dichiarare all’Autorità competente, entro il 31 maggio di ogni anno, sia la quantità e le tipologie degli pneumatici immessi sul mercato del ricambio nell’anno solare precedente, sia le quantità, le tipologie e le destinazioni di recupero o smaltimento degli PFU;
  • Inviare all’Autorità competente un rendiconto economico completo della gestione;
  • Adempiere agli obblighi previsti anche attraverso la costituzione di strutture dedicate, come il Consorzio EcoTyre, che provvedono a tutte le attività di gestione degli PFU, ivi compresi gli obblighi di comunicazione e rendiconto;

Per coprire i costi derivanti dal trattamento e dalla valorizzazione degli PFU, la legislazione italiana ha previsto l’istituzione di un contributo ambientale, applicato in forma esplicita in fattura al momento dell’acquisto di uno pneumatico nuovo.

Ogni volta che uno pneumatico viene immesso sul mercato bisogna prevedere la gestione del suo fine vita quando diventerà rifiuto. Per questo motivo la legislazione italiana ha previsto il contributo ambientale, un piccolo importo aggiunto alla fattura di acquisto degli pneumatici nuovi che servirà a coprire i costi per l’avvio a recupero degli PFU.

EcoTyre raccoglie il contributo ambientale riscosso da tutti i propri soci e lo utilizza per gestire nel modo più efficiente possibile la filiera logistica necessaria a trasformare gli PFU in risorsa, secondo una logica di economia circolare.

L’importo del contributo viene ricalcolato ogni anno in base ai costi effettivi di gestione sostenuti dal Consorzio e proprio grazie all’efficienza del proprio sistema, EcoTyre riesce a mantenere l’importo del contributo tra i più bassi del settore.

La tabella che segue riassume l’importo del contributo ambientale adottato da EcoTyre a partire dal prossimo 1/1/2019 per le diverse classi di pneumatici trattati.

Cat.

Veicoli utilizzatori

Pesi min-max
(in Kg.)

Contributo ambientale
(€/pneumatico)

A

Ciclomotori e motoveicoli
(ciclomotori, motocicli, motocarri, ecc.)

A1 (2-8)

€ 0,70

B

Autoveicoli e relativi rimorchi
(autovetture, autovetture per il trasporto promiscuo, autocaravan, ecc.)

B1 (6-18)

€ 2,25

C

Autocarri, Autobus
(autotreni, auto snodati, auto articolati, filoveicoli, trattori stradali, ecc.)

C1 (20-40,999)

€ 8,40

C2 (41-70)

€ 17,80

D

Macchine agricole, macchine operatrici,
macchine industriali
(trattori, escavatori, ecc.)

D0 (<4)

€ 0,30

D1 (4-20,999)

€ 2,40

D2 (21-40,999)

€ 6,50

D3 (41-70,999)

€ 11,50

D4

(71-109,999)

€ 18,00

(110-130,999)

€ 30,00

D5

(131-159,999)

€ 35,00

(160-200,999)

€ 38,50

D6

(201-299,999)

€ 57,00

(300-499,999)

€ 83,00

(500-749,999)

€ 145,00

( ≥ 750) € 215,00



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giu 3, 2019

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